martedì 5 settembre 2023

"Ero un pastore protestante finché non ho trovato il tesoro sepolto in un campo". Testimonianza di Keith Nester

"Mio padre era pastore metodista. Ho intrapreso anche io il ministero, diventando pastore dei giovani. Ho cominciato con un gruppetto di 12 ragazzini e in men che non si dica avevamo centinaia di giovani che frequentavano ogni settimana. Io pensavo che Dio fosse veramente contento di me perché per lui facevo tante belle cose, e pensavo di sapere tutto il necessario su Dio, sulla chiesa, su Gesù, sulla Bibbia e anche sul cattolicesimo. 

La verità è  che non sapevo nulla di cattolicesimo e di Chiesa cattolica, le uniche cose le venivo a sapere da chi l'aveva in odio. Sapevo che i cattolici non praticano la propria fede; infatti la persona a me più  cara, mia moglie, era una cattolica non praticante.

Poi ho avuto un'esperienza, in un campo estivo con i nostri ragazzi, mentre facevamo il culto in una sala, e il mio amico pastore guidava il gruppo nella liturgia eucaristica (o quel che era); ha preso il pane, dicendo che Gesù  aveva preso il pane, lo ha spezzato dicendo: questo rappresenta il mio corpo spezzato per voi.
In quel momento un'illuminazione mi ha colpito il cuore e il Signore mi ha parlato: Keith, tu lo sai che non ho detto questo, Gesù  non ha mai detto questo rappresenta il mio corpo, ha detto questo È il mio corpo...

Ero nel mio ufficio a preparare il sermone e successe qualcosa di mai capitato prima: mentre leggevo della Vergine Maria, ho cominciato a piangere  e ho sentito la Sua presenza, in un modo tale che non saprei spiegare, proprio lì, accanto a me, nel mio ufficio.
Non capivo cosa mi stesse succedendo, ero davvero sconvolto e non sapevo cosa fare, ma seguii l'ispirazione e così  scrissi un incredibile sermone sulla Vergine Maria che riceveva l'annuncio dall'angelo Gabriele.
Quando venne il momento di predicare davanti  alla mia congregazione protestante, il sermone era tutto sulla Vergine Maria, su come Ella fosse la nuova Eva, la nuova Arca dell'Alleanza, la Donna dell'Apocalisse; parlai di come fosse piena di grazia, e che l'angelo Gabriele si inchinò davanti a lei; la settimana prima, non si era prostrato di fronte a Zaccaria, che pure era sacerdote, ma ora si inchina davanti a questa preziosa ed umile fanciulla.
Non avevo mai sentito tanto presente lo Spirito Santo su di me come quel giorno  durante questo sermone; e voi magari pensate che la gente dicesse: ma guarda questo Keith, ci propina tutte queste cose cattoliche... no, assolutamente! Invece anche loro piangevano. Quando ho guardato i loro volti li ho visti rigati di lacrime; un uomo addirittura è  venuto avanti, e, caduto in ginocchio, pregava. C'era qualcosa di grande, lì, in quel momento , non capivo cosa, ma, amici, era incredibile!"

Keith Nester, figlio di un pastore Metodista, ha scelto ben presto anche lui la strada del ministero, dedicandosi in particolar modo alle attività  con i giovani per ventidue anni.

Ad un certo punto della sua vita e del suo ministero, che costituiva la sua unica attività, in corrispondenza all'incontro con un amico di fede cattolica, Keith scopre la fede cattolica autentica e ne rimane colpito; fino a quel momento, i cattolici incontrati, fra cui la stessa moglie, erano cattolici non ferventi, che facilmente aderivano alle chiese protestanti perché ritenute più  vive, o con migliori attività per i giovani, più  rispondenti alle proprie aspettative.

Da lì, comincia un processo che lo porterà alla rinuncia al proprio ministero come pastore, all'uscita dalla Chiesa Metodista e all'ingresso nella Chiesa Cattolica.

Di seguito, la trascrizione completa della sua esperienza tratta da un video del suo canale YouTube.

Mio padre è un pastore, così sono cresciuto andando in chiesa e da sempre ho conosciuto Gesù.
Ma la mia prima esperienza di conversione risale a quando avevo 11 anni. Durante un campo estivo il pastore ci ha fatto una domanda: "Se stanotte doveste morire, dove vorreste andare, in inferno o in paradiso?" E noi tutti volevamo andare in paradiso. Allora lui ci ha detto: "Venite qui davanti e fate questa preghiera con me così sarete sicuri (di andarci)".
E così a 11 anni ho accettato di ricevere Gesù  Cristo come mio personale Signore e Salvatore.

Ho vissuto la vita del normale adolescente cercando di tenermi fuori dai guai, ma Gesù  non era il centro della mia attenzione, non era la cosa più  importante.
Tutto è  cambiato quando, a 19 anni, sono andato a Philadelphia per fare il batterista in un gruppo rock; lì ho cominciato a frequentare una chiesa, e il pastore incoraggiava tutti i presenti a dire se la cosa più importante nella vita era veramente Gesù. 

Così ho nuovamente  affidato la mia vita a Cristo e ho intrapreso il ministero, diventando pastore dei giovani. Ho cominciato con un gruppetto di 12 ragazzini e in men che non si dica avevamo centinaia di giovani che frequentavano ogni settimana. Io pensavo che Dio fosse veramente contento di me perché per Lui facevo tante belle cose, e pensavo di sapere tutto il necessario su Dio, sulla Chiesa, su Gesù, sulla Bibbia e anche sul cattolicesimo.
La verità è  che non sapevo nulla di cattolicesimo e di Chiesa cattolica, le uniche cose le venivo a sapere da chi l'aveva in odio. Sapevo che i cattolici non praticano la propria fede; la stessa persona a me più  cara, mia moglie, era una cattolica non praticante.
Infatti quando l'ho conosciuta le ho chiesto: "Sei cristiana?" E lei: "Sono cattolica, va bene lo stesso?" E io: "No, per nulla, vieni nella mia chiesa".  Così  ci siamo lasciati alle spalle il suo cattolicesimo, ci siamo sposati e abbiamo fatto famiglia, mentre io facevo il pastore dedicato ai giovani, ed era tutto fantastico.

Un giorno mi sono reso conto d'avere bisogno di un logo per il mio gruppo giovani, non potevo continuare a chiamarlo così, ma doveva avere un nome originale, da mettere su adesivi e magliette. Così ho telefonato a un grafico, trovato sulle pagine gialle, che subito ha preso a cuore il mio problema, sentivo che era entusiasta del mio progetto e mi ha invitato una sera a casa sua per vedere alcuni suoi bozzetti e io ho pensato: "Certo che vengo, e magari chissà che non acquisti un volontario per il mio gruppo giovani...".
Quella sera era il nostro anniversario di matrimonio, e io dissi a mia moglie che sarei rientrato dopo 20 minuti.
Bene, quando sono sceso dalla macchina, ho subito notato le statue fuori dalla casa, della Vergine Maria, di San Giuseppe, di un tizio con un passero sulla spalla, che ho pensato fosse san Francesco; e quando il grafico mi ha aperto la porta e sono entrato... beh, la sua casa era cattolica quasi quanto la Cappella Sistina: non c'era la televisione ed era piena di icone, quadri e statue di personaggi cattolici.
Quando mi sono seduto a tavola per guardare i suoi bozzetti, lui si è interessato alla mia chiesa e mi ha fatto delle domande, ed io a lui, cosicché  mi ha cominciato a raccontare della sua fede in Cristo.
E io: "Ma scusa un attimo, mi dici di avere fede in Gesù... ma allora cosa ci fai con tutta questa roba cattolica in casa?" E lui, ridendo, mi risponde: "Sì, io sono cattolico proprio perché  amo Gesù!"
A quel punto ero dibattuto fra due pensieri: quello di convincerlo, visto che era così entusiasta di Gesù, a venire nella mia chiesa, bastavano solo cinque minuti, dovevo semplicemente citargli alcuni passi della Bibbia, come sempre facevo in questi casi; l'altro di non rischiare di offenderlo, dato che era un grafico eccezionale e io avevo bisogno del logo per il mio gruppo giovani.

Così  cominciammo a parlare, io condividendo la mia fede e lui la sua, e presto mi resi conto di essermi messo in una situazione difficile, visto che mi faceva domande sulla Bibbia, sui padri della Chiesa e mi chiedeva da cosa sapessi in cosa consiste essere cristiani... finché sua moglie, dal piano di sopra, ci avvisò che erano passate due ore, e che dovevo andare a casa per festeggiare il mio anniversario!
Uscendo, mi dà la videocassetta di un tale che somigliava a mio padre che stringe la mano al papa, e mi dice che era un protestante come me, peggio di me, e che era diventato cattolico. Era la storia della conversione di Scott Hahn, e io meditavo di guardarmela il giorno dopo, sempre nella speranza di convincerlo a diventare protestante...

Quella fu la prima di tante altre conversazioni  fra noi.
Mi resi conto che tutto quello che avevo in testa riguardo alla Chiesa cattolica era basato su concezioni errate, che quelli che avevo ritenuto tipici esemplari di cattolici erano in realtà  persone che non praticavano la fede, e che c'era molto di più da sapere di ciò che appariva in superficie.
L'amicizia con questa persona è stata molto importante: ero convinto di poterlo convertire al protestantesimo e lui era convinto di convertirmi al cattolicesimo, così siamo andati avanti a discutere per anni e, io non lo ammettevo, ma le mie obiezioni venivano abbattute una dopo l'altra.

E quando ho frequentato teologia per studiare la fede protestante ed approfondire quegli aspetti di cui mi parlava il mio amico cattolico, facevo quelle specifiche obiezioni ai professori di teologia e di storia della Chiesa e... sapete cosa? Non avevano risposte da darmi. Così le mie barriere andavano crollando una dopo l'altra.

In seguito ho avuto un'esperienza, in un campo estivo con i nostri ragazzi, mentre facevamo il culto in una sala, e il mio amico Pastore guidava il gruppo nella liturgia eucaristica (o quel che era); ha preso il pane, dicendo che Gesù  aveva preso il pane, lo ha spezzato dicendo: "Questo rappresenta il mio corpo spezzato per voi".
In quel momento un'illuminazione mi ha colpito il cuore e il Signore mi ha detto: "Keith, tu lo sai che non ho detto questo!" Gesù  non ha mai detto questo rappresenta il mio corpo, ha detto: "Questo È il mio corpo"...
Sono uscito da quella sala, mi sono fermato nel parcheggio e, prostrato davanti a Dio, ho preso il telefono, ho chiamato il mio amico e gli ho detto: penso che Dio mi stia chiamando a diventare cattolico. E lui mi ha risposto: "Keith, farò tutto il possibile per aiutarti".

Ero convinto che la mia vita fosse sul punto di cambiare.
Ma dovete pensare al fatto che quello (del pastore protestante) era il mio lavoro, la mia carriera, era l'unica attività  che avessi mai saputo fare, era tutto ciò che mi importava, e nei pochi passi che separavano il parcheggio dalla cappella qualcosa è  cambiato in me; mi sono guardato attorno, ho visto mia moglie con i nostri tre bambini, ancora piccini, il più  piccolo in girello e mia moglie che lo faceva camminare, ho visto quei 250 ragazzi che lodavano Gesù. Quella vocina dentro di me diceva: "Keith, vuoi veramente buttare tutto all'aria per diventare cattolico? Vuoi veramente sconvolgere tutta la tua famiglia e abbandonare questi ragazzi che fanno affidamento su di te? Veramente  vuoi farlo? Andiamo Keith... tu non vuoi farlo veramente!".
E sapete cosa? Mi rattrista dirlo, ma ho ascoltato quella voce, non ho voluto vendere tutto ciò che avevo per prendere quel tesoro nel campo. In quel momento guardavo a ciò che avevo, mi rendevo conto di ciò che Dio mi chiedeva di fare e dicevo: ho paura di obbedire a Dio.
Cari amici, viene un momento nella vita in cui per quanto ti costi obbedire a Dio, tu lo fai, ma io in quel momento  della mia vita non mi sentivo pronto. Così ho voltato le spalle al mio amico cattolico; non ho rotto l'amicizia, ufficialmente, ma ho smesso di confrontarmi con lui, di leggere i padri della chiesa, di pensare alla fede cattolica e ho seguito solo l'altra strada, con quanta più forza potevo.

Questo mi ha portato alla depressione  più  nera sperimentata nella mia vita: il senso della mia vita era essere pastore dei giovani, era un compito stupendo e potevo fare grandi cose per Dio.
Ma quando il mio ministero ha cominciato a vacillare, anche la mia fede è andata in crisi e mi sono allontanato da Dio. Non ho perso la mia fede, ma ho perso il mio ministero perché ero arrivato a al punto d'essere centrato solo su me stesso e non su Dio.
Così  mi sono preso due anni di pausa dal ministero, mi sono focalizzato sulla mia fede e in quel periodo ho compreso che Dio non vuole persone che fanno qualcosa per Lui, ma persone attraverso cui Lui possa operare.

Così dopo due anni ho ripreso il ministero, ma con uno spirito diverso, con un cuore diverso, cercando non di fare delle cose per Dio, ma di essere innamorato di Gesù. Ero pastore in una chiesa più grande e tutti i miei precedenti pensieri riguardanti il cattolicesimo tornarono gradatamente a galla.
Anni dopo la congregazione che stavo servendo entra in un grande sconvolgimento che rischiava di dividerla. Fondamentalmente la gente non   capiva l'autorità della chiesa e ha cominciato a prendere le distanze da quella che io definivo la cristianità storica e biblica; e quando cercavo di richiamarli all'adesione alle Scritture  mi rispondevano: "Beh Keith, questa è  la tua interpretazione della Bibbia". E quando  dicevo loro che non era la mia interpretazione, ma era ciò che la chiesa insegnava da duemila anni, mi chiedevano di quale chiesa parlassi. Ed io: "Ma della Chiesa di Gesù!".
E a quel punto mi sono accorto che utilizzavo i soliti vecchi argomenti cattolici di cui parlavo anni fa: questi avevano trovato la strada principale d'accesso al mio cuore.
Mentre facevo questi discorsi sull'autorità della Chiesa, un mio amico pastore mi ha detto: "Keith, ma se sei così  coinvolto in questa roba cattolica come i discorsi sull'autorità della chiesa, perché  allora non ti fai cattolico?".
È stato come venir travolto da una tonnellata di mattoni...

Ho cominciato a riesaminare tutte le cose di cui avevo parlato con i miei amici cattolici, fra cui l'amico di cui vi ho parlato prima. È uno di questi amici mi ha detto: "Keith, forse è il caso che tu ne parli con un sacerdote".
Così ho telefonato a questo sacerdote che mi ha proposto di  incontrarci di martedì alla Messa delle 12.05; che poi saremmo andati a pranzo e ne avremmo parlato.
Così sono andato a questa Messa delle 12:05 e sono rimasto sorpreso perché  mi chiedevo cosa facesse tutta questa gente in chiesa a metà giornata di un giorno feriale.
Noi non avevamo niente del genere! Venivo da un'esperienza in cui non era possibile far radunare le persone se non con un evento musicale, un sermone; lì invece vedevo gente che veniva a metà giornata in un giorno  infrasettimanale a rendere culto a Dio.
Generalmente molte persone hanno il momento di illuminazione durante la consacrazione o qualcosa di simile; a me successe durante la processione di ingresso. Stavo lì un po'  interdetto, non sapendo cosa stesse succedendo e ci fu la processione, il diacono procedeva tenendo sollevato tra le mani un libro rosso, il Vangelo, e mentre camminava, ci mostrava il Vangelo e sembrava dire: "Questo per noi è  importante, è il nostro fondamento". Così, nel momento  in cui stavo lottando perché  vedevo che la mia chiesa si stava allontanando da ciò  che diceva la Scrittura, vedere che invece una chiesa riteneva la Scrittura ancora prioritaria: ciò mi colpì come una tonnellata di mattoni.
Dopo Messa, durante il pranzo con il sacerdote, gli ho spiegato a che punto fossi del mio percorso e come mi sentissi attirato dal cattolicesimo ma, nello stesso tempo, non molto sicuro di riuscire a farcela, visti i risvolti pratici che questo avrebbe avuto nella mia vita.
E gli ho detto: "Qui sta il punto critico, e ho bisogno di più tempo per pregare, per pensarci...". Ma lui mi ha risposto: "No, non lo devi fare. Devi prendere una decisione: vuoi vendere tutto per Gesù? Vuoi obbedire a Dio, nonostante ciò che ti verrà  a costare?".

Mi stava provocando, ma io non ero pronto a rispondere.
E così continuai a scavare ancora.
Benché fossi in fase di avvicinamento al cattolicesimo, continuavo a fare tutto ciò che fa un pastore; venne l'Avvento, ed avevo il compito di predicare le due prime settimane d'Avvento sul tema della reazione di fronte alla notizia dell'avvento di Gesù.
La prima settimana parlammo di Zaccaria, di come prese la notizia che sarebbe nato Giovanni il Battista. Ricordate? È l'angelo Gabriele a visitarlo e a comunicargli la notizia che sua moglie Elisabetta sarebbe rimasta incinta. Ma Zaccaria  non gli credette
Allora l'angelo Gabriele risponde: "Io sono l'angelo Gabriele e sto alla destra di Dio Padre Onnipotente e visto che non mi hai creduto, ti renderò incapace di parlare".

Questo fu la prima settimana; poi venne la seconda ed io mi preparavo a parlare dell'Annunciazione, quando l'arcangelo Gabriele reca l'annuncio alla Beata Vergine  Maria; nel mondo protestante la si indica come Luca, capitolo 1.
Ero nel mio ufficio a preparare il sermone e leggendo questo testo, che avevo letto migliaia di volte e sul quale avevo predicato decine di volte, successe qualcosa di mai capitato prima: mentre leggevo della Vergine Maria, ho cominciato a piangere  e ho sentito la sua presenza, in un modo tale che non saprei spiegare, proprio lì, accanto a me, nel mio ufficio.
Non capivo cosa mi stesse succedendo, ero davvero sconvolto e non sapevo cosa fare, ma seguii l'ispirazione e così  scrissi un incredibile sermone sulla Vergine Maria che riceveva l'annuncio dall'angelo Gabriele.
Quando venne il momento di predicare davanti alla mia congregazione protestante, il sermone era tutto sulla Vergine Maria, su come Ella fosse la nuova Eva, la nuova Arca dell'Alleanza, la Donna dell'Apocalisse; parlai di come fosse piena di grazia, e che l'angelo Gabriele si inchinò davanti a lei; la settimana prima, non si era prostrato di fronte a Zaccaria, che pure era sacerdote, ma ora si inchina davanti a questa preziosa ed umile fanciulla.
Non avevo mai sentito tanto presente lo Spirito Santo su di me come quel giorno  durante questo sermone; e voi magari pensate che la gente dicesse: "Ma guarda questo Keith, ci propina tutte queste cose cattoliche"... no, assolutamente! Invece anche loro piangevano. Quando ho guardato i loro volti li ho visti rigati di lacrime; un uomo addirittura è  venuto avanti, e, caduto in ginocchio, pregava. C'era qualcosa di grande, lì, in quel momento, non capivo cosa, ma, amici, era incredibile!
Quella settimana ho incontrato uno dei miei amici cattolici, gli ho raccontato ciò  che era successo, di come mi ero innamorato della beata Vergine Maria, e che qualcosa era successo, mentre predicavo quel sermone e lo Spirito era sceso su di me. Lui allora mi ha detto: Keith, devi seguirlo. E io l'ho seguito, ma avevo ancora paura, non sapevo dove Dio volesse condurmi, non me la sentivo di vendere tutto; cercavo un modo di conciliare tutto ciò che stavo apprendendo sul cattolicesimo con la mia vita di prima, senza dover buttare tutto all'aria e perdere ogni cosa.
Ma non è così che funziona con Gesù: quando Lui ti chiama a seguirlo, questo è  esattamente  ciò  che vuole tu faccia, vuole strapparti da tutto per poi poterti ricostruire in cosa e in chi vuole che tu sia; e se ti affidi alla beata Vergine Maria, Lei ti prende per mano e ti accompagna. E così mo sono avviato in questa nuova vita, passo dopo passo, pieno di paura ma anche di entusiasmo.

Una mattina mi sono svegliato e, durante la preghiera mattutina, il Signore mi ha detto che dovevo incontrare Steve Ray.
Steve Ray è uno che si è  convertito al cattolicesimo, era battista; ora tiene delle conferenze. Io lo avevo sentito su YouTube, ma non sapevo chi fosse, non sapevo nulla di lui, sapevo solo che il Signore mi diceva: hai bisogno di incontrarlo.
Beh, ci ho pensato per tutta la giornata,  ma non sapevo come fare; la sera avevo un appuntamento con un amico cattolico, e quando ci siamo incontrati al ristorante prima ancora di metterci a sedere al tavolo, ha aperto il cellulare e mi ha detto: "Huh, mia moglie mi ha appena scritto: Dì a Keith che Steve Ray verrà in città e voi ragazzi sarà il caso andiate a sentire la sua conferenza".
Ora, la città di cui lei si riferiva era a un'ora di distanza,  perché  non abitavamo nella stessa città, ma io ho fatto la pazzia e ho detto: andiamoci!
Ho telefonato a mia moglie per avvisarla che sarei tornato tardi e che c'era questa conferenza che non potevo perdere. Lei mi ha detto: ok, vai.
Così siamo partiti in macchina e durante tutto il viaggio io pensavo: "Signore... cosa vuoi fare? Cosa vuoi fare? ".
Così siamo arrivati nella parrocchia dove Steve faceva questa conferenza, Nostra Signore di Guadalupe; stava per iniziare la Messa e io mi sentivo come uno straccio. "Signore, cosa devo fare?".
Mi sono avvicinato per ricevere la benedizione, perché ricordate, non ero cattolico; mi sono avvicinato, mi sono messo in disparte e sono caduto in ginocchio alzando gli occhi al crocefisso. E mentre gli altri ricevevano Gesù  nell'Eucarestia, io facevo questa preghiera: "Gesù, se vuoi che io diventi cattolico, io lo faccio, ma devi aprirmi la via, aprimi la via. Io non so che fare, non riesco a trovare un modo, non so come le cose si possano sistemare! Ho la responsabilità della famiglia; Signore, tu puoi trovare la soluzione, mi devi dire quale sia, ho bisogno di capire che strada fare, se tu me lo farai capire, ti seguirò".
E, così  chiaro come mai nulla ho sentito in vita mia, il Signore ha parlato nel mio cuore dal crocifisso: "Io sono la Via, la Verità, e la Vita; tu non hai bisogno di trovare la strada, tu hai bisogno di Me".
Questo mi ha colpito come null'altro mai: mi sono alzato, con le lacrime che mi cadevano sul volto, me ne sono tornato al mio posto e ho pensato: ci siamo.
Steve si è  alzato in piedi e ha fatto un discorso eccezionale su come i primi cristiani vendevano tutto, nel senso di tutto, non solo il superfluo, cosa che mi faceva paura; ma loro preferivano morire per la fede piuttosto che bruciare l'incenso agli dei, mentre io ero preoccupato per come mi sarei guadagnato da vivere e dei sacrifici che avrei dovuto fare!

Quella notte tornando a casa dissi al mio amico che sarei diventato cattolico. Rientrato a casa dissi a mia moglie: "Cara, devo dirti una cosa. Devo lasciare il mio lavoro perché devo diventare cattolico".
Ero terrorizzato da come avrebbe reagito; lei era cattolica per nascita ed educazione, e anche se la sua fede d'origine non le diceva nulla, io l'avevo allontanata da essa e questo le era costato. Per un periodo era stata allontanata dalla famiglia, nel senso che la sua scelta non riscuoteva approvazione, e ora eccomi dopo vent'anni a dirle che voglio diventare cattolico? Ero seriamente preoccupato di ciò che avrebbe pensato, ho pensato  che avrebbe detto che ero impazzito...
Invece lei mi ha detto semplicemente: "Keith, sono così orgogliosa di te! So che sei alla ricerca della volontà di Dio, e qualsiasi cosa Dio voglia da te, io sono con te, insieme ne verremo fuori".
Ragazzi, sono veramente benedetto!
Cosi il giorno dopo sono entrato nell'ufficio del mio pastore responsabile e gli ho detto: guarda, le cose stanno così: io devo diventare cattolico. Naturalmente lui restò spiazzato: ma di cosa stai parlando...
Così  mi sono dimesso dalla chiesa che amavo, ho detto addio a tutte quelle persone cui ero affezionato.
La mia chiesa stava per realizzare un nuovo complesso alle porte della città; ci eravamo impegnati così tanto... ma la mia strada era un'altra e io sapevo che avrei dovuto abbandonare tutto per seguire Gesù nella sua Chiesa.

La mia ultima domenica era il giorno in cui avevamo cominciato a gettare le fondamenta; quella successiva ero passato dalla Chiesa più  recente della città a quella più  antica. Mi incontravo settimanalmente  con il mio sacerdote per seguire questo processo per diventare cattolico; ricordo che ci siamo incontrati così per mesi durante i quali Dio mi svelava cose incredibili e sono arrivato al punto che non mi importava più  quanto mi sarebbe successo lasciando tutto, tanto ero emozionato per ciò  che stavo ricevendo.
E così  lui mi ha detto: "Keith, penso tu sia pronto, quando vuoi farlo?". E abbiamo scelto un giorno a caso dal calendario, l'8 ottobre del 2017.
Non c'era nessun motivo  particolare dietro questa scelta, era solo il giorno che abbiamo deciso. Così, mentre quel giorno si avvicinava, ero così impaziente di entrare nella Chiesa, ma ancora senza risposte su ciò  che avrei fatto della mia vita. Ma quando sono andato a ricevere i sacramenti per la prima volta, ho capito che il piano di Dio era più  grande di quanto potessi  mai immaginare!
E quando ho ricevuto Gesù per la prima volta, è  stato incredibile, sono tornato a sedermi, e quando il sacerdote ha detto: scambiatevi un segno di pace, ho sentito bussare alla mia spalla, mi sono girato e, indovinate chi c'era? Steve Ray! Ora, lui abita a 9 ore di distanza da me, ma gli è  capitato che dovesse fare una conferenza in quella chiesa, quel giorno, in quella città.
Non potevo crederci, ero esterrefatto. Mi ha detto: "Keith, fratello, benvenuto a casa. Non te ne pentirai!".
Vi dico qualcosa: quando Gesù parla del tesoro nascosto  nel campo, quello che dice mi lascia senza parole, perché dice che nella sua gioia, l'uomo vende tutto ciò  che possiede.
Ora: come si può essere felici mentre si vende tutto ciò che si ha? Immaginate di vendere tutto ciò  che avete per quell'unica cosa

Ma qui sta la cosa: non dobbiamo essere incerti, non dobbiamo dispiacerci per noi stessi, perché se ciò a cui Dio ci chiama richiede sacrificio, è  qualcosa che ci darà  gioia.

Notate questo: per ottenere questo tesoro, devi scavare, e nella tua gioia, ti lasci tutto alle spalle. La gente mi chiede ogni volta: "Keith, ma tu hai perso gli amici, hai perso questo, perso quello... ti è  costato molto diventare  cattolico!" E io rispondo: "Mi è  costato tutto. Avevo paura di perdere ogni cosa: ho perso il mio lavoro, la pensione, gli amici, la mia gente, tutte queste cose. Ma posso dirvi onestamente questo: seguire Gesù  nella sua Chiesa mi ha dato un tesoro così grande, un tesoro che va oltre a quanto avrei mai potuto immaginare!".
Perché  il fatto è  questo: prima, durante la mia vita, avevo paura di quanto l'obbedienza mi sarebbe costata, ma quanto ti rendi conto del tesoro che ti aspetta, hai più  paura di ciò  che ti può  costare la disobbedienza. Così  voglio che riflettiamo su questo: avete paura d'essere obbedienti o di essere disobbedienti?
Perché  per me entrare nella chiesa non è  stato come dire: "Keith, è  preferibile che tu faccia questo o quest'altro". È stato invece: "Keith, ti invito a vivere la più stupenda avventura che potresti mai avere in tutta la vita!". E per me, questo è  il cattolicesimo: è  la più grande avventura, la più  grande fonte di gioia della mia vita, la cosa più emozionante, sperimentare d'essere parte della Chiesa di Gesù, e tutto ciò  che mi è  costato è  nulla.
San Paolo ha detto che reputava tutto una perdita; ha lasciato tutto ciò  che aveva nel suo ministero ebraico per seguire Gesù, e ha detto: io reputo tutto ciò una perdita, di fronte a ciò  che ho guadagnato.
Amici, ho guadagnato  cosi tanto, ho guadagnato così  tanto che non mi importa di avere un ministero di rilievo o di non averlo. Nulla di tutto ciò importa, ciò  che importa è  che io sono esattamente dove il Signore vuole che io sia. E questa è stata la più  incredibile esperienza  della mia vita.


lunedì 14 agosto 2023

 

Munificentissimus Deus - Bolla dogmatica per la definizione dell'Assunzione in corpo ed anima di Maria SS.ma in cielo (1° novembre 1950)

PIO XII
SERVO DEI SERVI DI DIO
A PERENNE MEMORIA
COSTITUZIONE APOSTOLICA
MUNIFICENTISSIMUS DEUS(1)
LA GLORIFICAZIONE DI MARIA
CON L'ASSUNZIONE AL CIELO
IN ANIMA E CORPO


L`incoronazione della Vergine (1645 - Diego Velazquez)

Il munificentissimo Dio, che tutto può e le cui disposizioni di provvidenza sono fatte di sapienza e d'amore, nei suoi imperscrutabili disegni contempera nella vita dei popoli e in quella dei singoli uomini dolori e gioie, affinché per vie diverse e in diverse maniere tutto cooperi in bene per coloro che lo amano (cf. Rm 8, 28).

Il Nostro pontificato, come anche l'età presente, è assillato da tante cure, preoccupazioni e angosce, per le presenti gravissime calamità e l'aberrazione di molti dalla verità e dalla virtù; ma Ci è di grande conforto vedere che, mentre la fede cattolica si manifesta pubblicamente più attiva, si accende ogni giorno più la devozione verso la vergine Madre di Dio, e quasi dovunque è stimolo e auspicio di una vita migliore e più santa. Per cui, mentre la santissima Vergine compie amorosissimamente l'ufficio di madre verso i redenti dal sangue di Cristo, la mente e il cuore dei figli sono stimolati con maggiore impegno a una più amorosa contemplazione dei suoi privilegi.

Dio, infatti, che da tutta l'eternità guarda Maria vergine, con particolare pienissima compiacenza, «quando venne la pienezza del tempo (Nota 1)» (Gal 4, 4), attuò il disegno della sua provvidenza in tal modo che risplendessero in perfetta armonia i privilegi e le prerogative che con somma liberalità ha riversato su di lei. Che se questa somma liberalità e piena armonia di grazie dalla chiesa furono sempre riconosciute e sempre meglio penetrate nel corso dei secoli, nel nostro tempo è stato posto senza dubbio in maggior luce il privilegio della corporea assunzione al cielo della vergine Madre di Dio Maria.

Questo privilegio risplendette di nuovo fulgore fin da quando il nostro predecessore Pio IX, d'immortale memoria, definì solennemente il dogma dell'immacolata concezione dell'augusta Madre di Dio. Questi due privilegi infatti sono strettamente connessi tra loro. Cristo con la sua morte ha vinto il peccato e la morte, e sull'uno e sull'altra riporta vittoria in virtù di Cristo chi è stato rigenerato soprannaturalmente col battesimo. Ma per legge generale Dio non vuole concedere ai giusti il pieno effetto di questa vittoria sulla morte se non quando sarà giunta la fine dei tempi. Perciò anche i corpi dei giusti dopo la morte si dissolvono, e soltanto nell'ultimo giorno si ricongiungeranno ciascuno con la propria anima gloriosa.

Ma da questa legge generale Dio volle esente la beata vergine Maria. Ella per privilegio del tutto singolare ha vinto il peccato con la sua concezione immacolata; perciò non fu soggetta alla legge di restare nella corruzione del sepolcro, né dovette attendere la redenzione del suo corpo solo alla fine del mondo.  

Pio IX proclama il dogma dell'immacolata concezione  nel 1854

Plebiscito unanime

Per questo, quando fu solennemente definito che la vergine Madre di Dio Maria fu immune della macchia ereditaria fin dalla sua concezione, i fedeli furono pervasi da una più viva speranza che quanto prima sarebbe stato definito dal supremo magistero della chiesa anche il dogma della corporea assunzione al cielo di Maria vergine.
Infatti si videro non solo singoli fedeli, ma anche rappresentanti di nazioni o di province ecclesiastiche e anzi non pochi padri del concilio Vaticano chiedere con vive istanze all'apostolica sede questa definizione. (Nota 2)
In seguito queste petizioni e voti non solo non diminuirono, ma aumentarono di giorno in giorno per numero ed insistenza. Infatti per questo scopo furono promosse crociate di preghiere; molti ed esimi teologi intensificarono i loro studi su questo soggetto, sia in privato, sia nei pubblici atenei ecclesiastici e nelle altre scuole destinate all'insegnamento delle sacre discipline; in molte parti dell'orbe cattolico furono tenuti congressi mariani sia nazionali sia internazionali.

Tutti questi studi e ricerche posero in maggiore luce che nel deposito della fede affidato alla chiesa era contenuto anche il dogma dell'assunzione di Maria vergine al cielo; e generalmente ne seguirono petizioni con cui si chiedeva insistentemente a questa sede apostolica che questa verità fosse solennemente definita.

In questa pia gara i fedeli furono mirabilmente uniti coi loro pastori, i quali in numero veramente imponente rivolsero simili petizioni a questa Cattedra di S. Pietro. Perciò quando fummo elevati al trono del sommo pontificato erano state già presentate a questa sede apostolica molte migliaia di tali suppliche da ogni parte della terra e da ogni classe di persone: dai nostri diletti figli cardinali del sacro collegio, dai venerabili fratelli arcivescovi e vescovi, dalle diocesi e dalle parrocchie.

Per la qual cosa, mentre elevavamo a Dio ardenti preghiere perché infondesse nella Nostra mente la luce dello Spirito Santo per decidere di una causa così importante, impartimmo speciali ordini perché si fondessero insieme le forze e venissero iniziati studi più rigorosi su questo soggetto, e intanto si raccogliessero e si ponderassero accuratamente tutte le petizioni che dal tempo del Nostro predecessore Pio IX, di felice memoria, fino ai nostri tempi erano state inviate a questa sede apostolica circa l'assunzione della beatissima vergine Maria al cielo.(2)

Il magistero della chiesa

Ma poiché si trattava di cosa di tanta importanza e gravità, ritenemmo opportuno chiedere direttamente e in forma ufficiale a tutti i venerabili fratelli nell'episcopato che Ci esprimessero apertamente il loro pensiero. Perciò il 1° maggio 1946 indirizzammo loro la lettera [enciclica Deiparae Virginis Mariae, in cui chiedevamo: «Se voi, venerabili fratelli, nella vostra esimia sapienza e prudenza ritenete che l'assunzione corporea della beatissima Vergine si possa proporre e definire come dogma di fede, e se col vostro clero e il vostro popolo lo desiderate».

Maria Mediatrice universale di tutte le grazie
E coloro che «lo Spirito Santo ha costituito vescovi per pascere la chiesa di Dio» (At 20, 28) hanno dato all'una e all'altra domanda una risposta pressoché unanimemente affermativa. Questo «singolare consenso, dell'episcopato cattolico e dei fedeli»,(3) nel ritenere definibile, come dogma di fede, l'assunzione corporea al cielo della Madre di Dio, presentandoci il concorde insegnamento del magistero ordinario della chiesa e la fede concorde del popolo cristiano, da esso sostenuta e diretta, da se stesso manifesta in modo certo e infallibile che tale privilegio è verità rivelata da Dio e contenuta in quel divino deposito che Cristo affidò alla sua Sposa, perché lo custodisse fedelmente e infallibilmente lo dichiarasse.(4) Il magistero della chiesa, non certo per industria puramente umana, ma per l'assistenza dello Spirito di verità (cf. Gv 14, 26), e perciò infallibilmente, adempie il suo mandato di conservare perennemente pure e integre le verità rivelate, e le trasmette senza contaminazione, senza aggiunte, senza diminuzioni. «Infatti, come insegna il concilio Vaticano, ai successori di Pietro non fu promesso lo Spirito Santo, perché, per sua rivelazione, manifestassero una nuova dottrina, ma perché, per la sua assistenza, custodissero inviolabilmente ed esponessero con fedeltà la rivelazione trasmessa dagli apostoli, ossia il deposito della fede».(5) 

Pertanto dal consenso universale di un magistero ordinario della chiesa si trae un argomento certo e sicuro per affermare che l'assunzione corporea della beata vergine Maria al cielo, - la quale, quanto alla celeste glorificazione del corpo virgineo dell'augusta Madre di Dio, non poteva essere conosciuta da nessuna facoltà umana con le sole sue forze naturali è verità da Dio rivelata, e perciò tutti i figli della chiesa debbono crederla con fermezza e fedeltà.

Poiché, come insegna lo stesso concilio Vaticano, «debbono essere credute per fede divina e cattolica tutte quelle cose che sono contenute nella parola di Dio scritta o trasmessa oralmente o col suo ordinario e universale magistero, propone a credere come rivelate da Dio».(6)
Di questa fede comune della chiesa si ebbero fin dall'antichità lungo il corso dei secoli varie testimonianze, indizi e vestigia; anzi tale fede si andò manifestando sempre più chiaramente.

I fedeli, guidati e istruiti dai loro pastori, appresero bensì dalla s. Scrittura che la vergine Maria, durante il suo terreno pellegrinaggio, menò una vita piena di preoccupazioni, angustie e dolori; inoltre che si avverò ciò che il santo vecchio Simeone aveva predetto, perché un'acutissima spada le trapassò il cuore ai piedi della croce del suo divino Figlio, nostro Redentore. Parimenti non trovarono difficoltà nell'ammettere che Maria sia morta (Nota 3), come già il suo Unigenito. Ma ciò non impedì loro di credere e professare apertamente che non fu soggetto alla corruzione del sepolcro il suo sacro corpo e che non fu ridotto in putredine e in cenere l'augusto tabernacolo del Verbo divino. Anzi, illuminati dalla divina grazia e spinti dall'amore verso colei che è Madre di Dio e Madre nostra dolcissima, hanno contemplato in luce sempre più chiara l'armonia meravigliosa dei privilegi (Nota 4) che il provvidentissimo Iddio ha elargito all'alma Socia del nostro Redentore, e che hanno raggiunto un tale altissimo vertice, quale da nessun essere creato, eccettuata la natura umana di Cristo, è stato mai raggiunto. 
 

L'omaggio dei fedeli

Questa stessa fede attestano chiaramente quegli innumerevoli templi dedicati a Dio in onore di Maria vergine assunta al cielo, e le sacre immagini ivi esposte alla venerazione dei fedeli, le quali pongono dinanzi agli occhi di tutti questo singolare trionfo della beata Vergine. Inoltre città, diocesi e regioni furono poste sotto la speciale tutela e patrocinio della Vergine assunta in cielo; parimenti con l'approvazione della chiesa sono sorti Istituti religiosi che prendono nome da tale privilegio. Né va dimenticato che nel rosario mariano, la cui recita è tanto raccomandata da questa sede apostolica, viene proposto alla pia meditazione un mistero che, come tutti sanno, tratta dell'assunzione della beatissima Vergine.

La liturgia delle chiese d'oriente e d'occidente

Ma in modo più splendido e universale questa fede dei sacri Pastori e dei fedeli cristiani è manifestata dal fatto che fin dall'antichità si celebra in Oriente e in Occidente una s(7)olenne festa liturgica: di qui infatti i santi padri e i dottori della chiesa non mancarono mai di attingere luce, poiché, come è ben noto, la sacra liturgia, «essendo anche una professione delle celesti verità, sottoposta al supremo magistero della chiesa, può offrire argomenti e testimonianze di non piccolo rilievo, per determinare qualche punto particolare della dottrina cristiana».(7)

Nei libri liturgici, che riportano la festa sia della Dormizione sia dell'Assunzione di santa Maria, si hanno espressioni in qualche modo concordanti nel dire che quando la vergine Madre di Dio salì al cielo da questo esilio, al suo sacro corpo, per disposizione della divina Provvidenza, accaddero cose consentanee alla sua dignità di Madre del Verbo incarnato e agli altri privilegi a lei elargiti. Ciò è asserito, per portarne un esempio insigne, in quel Sacramentario (Nota 4) che il Nostro predecessore Adriano I, d'immortale memoria, mandò all'imperatore Carlo Magno. In esso infatti si legge: «Degna di venerazione è per noi, o Signore, la festività di questo giorno, in cui la santa Madre di Dio subì la morte temporale, ma non poté essere umiliata dai vincoli della morte colei che generò il tuo Figlio, nostro Signore, incarnato da lei».(8)

Ciò che qui è indicato con la sobrietà consueta della Liturgia romana, nei libri delle altre antiche liturgie, sia orientali, sia occidentali, è espressa più diffusamente e con maggior chiarezza. Il Sacramentario gallicano, per esempio, definisce questo privilegio di Maria «inspiegabile mistero, tanto più ammirabile, quanto più è singolare tra gli uomini». E nella liturgia bizantina viene ripetutamente collegata l'assunzione corporea di Maria non solo con la sua dignità di Madre di Dio, ma anche con altri suoi privilegi, specialmente con la sua maternità verginale, prestabilita da un disegno singolare della Provvidenza divina: «A te Dio, re dell'universo, concesse cose che sono al disopra della natura; poiché come nel parto ti conservò vergine, così nel sepolcro conservò incorrotto il tuo corpo, e con la divina traslazione lo conglorificò».(9)

La festa dell'Assunta

Preghiera di Pio XII alla Vergine Maria
Il fatto poi che la sede apostolica, erede dell'ufficio affidato al Principe degli apostoli di confermare nella fede i fratelli (cf. Lc 22, 32), con la sua autorità rese sempre più solenne questa festa, stimolò efficacemente i fedeli ad apprezzare sempre più la grandezza di questo mistero. Così la festa dell'Assunzione dal posto onorevole che ebbe fin dall'inizio tra le altre celebrazioni mariane, fu portata in seguito fra le più solenni di tutto il ciclo liturgico. Il Nostro predecessore s. Sergio I, prescrivendo la litania o processione stazionale per le quattro feste mariane, enumera insieme la Natività, l'Annunciazione, la Purificazione e la Dormizione di Maria.(10) In seguito s. Leone IV volle aggiungere alla festa, che già si celebrava sotto il titolo dell'Assunzione della beata Genitrice di Dio, una maggiore solennità, prescrivendone la vigilia e l'ottava; e in tale circostanza volle partecipare personalmente alla celebrazione in mezzo a una grande moltitudine di fedeli.(11) Inoltre che già anticamente questa festa fosse preceduta dall'obbligo del digiuno appare chiaro da ciò che attesta il Nostro predecessore s. Niccolò I, ove parla dei principali digiuni «che la santa chiesa romana ricevette dall'antichità ed osserva tuttora».(12)

Ma poiché la liturgia della chiesa non crea la fede cattolica, ma la suppone, e da questa derivano, come frutti dall'albero, le pratiche del culto, i santi padri e i grandi dottori nelle omelie e nei discorsi rivolti al popolo in occasione di questa festa non vi attinsero come da prima sorgente la dottrina; ma parlarono di questa come di cosa nota e ammessa dai fedeli; la chiarirono meglio; ne precisarono e approfondirono il senso e l'oggetto, dichiarando specialmente ciò che spesso i libri liturgici avevano soltanto fugacemente accennato: cioè che oggetto della festa non era soltanto l'incorruzione del corpo esanime della beata vergine Maria, ma anche il suo trionfo sulla morte e la sua celeste «glorificazione», a somiglianza del suo unigenito Gesù Cristo.  

La voce dei santi padri

Così s. Giovanni Damasceno, che si distingue tra tutti come teste esimio di questa tradizione, considerando l'assunzione corporea dell'alma Madre di Dio nella luce degli altri suoi privilegi, esclama con vigorosa eloquenza: «Era necessario che colei, che nel parto aveva conservato illesa la sua verginità, conservasse anche senza alcuna corruzione il suo corpo dopo la morte. Era necessario che colei, che aveva portato nel suo seno il Creatore fatto bambino, abitasse nei tabernacoli divini. Era necessario che la sposa del Padre abitasse nei talami celesti. Era necessario che colei che aveva visto il suo Figlio sulla croce, ricevendo nel cuore quella spada di dolore dalla quale era stata immune nel darlo alla luce, lo contemplasse sedente alla destra del Padre. Era necessario che la Madre di Dio possedesse ciò che appartiene al Figlio e da tutte le creature fosse onorata come Madre e Ancella di Dio».(13)

Queste espressioni di s. Giovanni Damasceno corrispondono fedelmente a quelle di altri, affermanti la stessa dottrina. Infatti parole non meno chiare e precise si trovano nei discorsi che in occasione della festa tennero altri Padri anteriori o coevi. Così, per citare altri esempi, s. Germano di Costantinopoli trovava consentanea l'incorruzione e l'assunzione al cielo del corpo della Vergine Madre di Dio, non solo alla sua divina maternità, ma anche alla speciale santità del suo stesso corpo verginale: «Tu, come fu scritto, apparisci "in bellezza", e il tuo corpo verginale è tutto santo, tutto casto, tutto domicilio di Dio; cosicché anche per questo sia poi immune dalla risoluzione in polvere; trasformato bensì, in quanto umano, nell'eccelsa vita della incorruttibilità; ma lo stesso vivo, gloriosissimo, incolume e dotato della pienezza della vita».(14) E un altro antico scrittore dice: «Come gloriosissima Madre di Cristo, nostro Salvatore e Dio, donatore della vita e dell'immortalità, è da lui vivificata, rivestita di corpo in un'eterna incorruttibilità con lui, che la risuscitò dal sepolcro e la assunse a sé, in modo conosciuto da lui solo».(15)

Con l'estendersi e l'affermarsi della festa liturgica, i pastori della chiesa e i sacri oratori, in numero sempre maggiore, si fecero un dovere di precisare apertamente e con chiarezza il mistero che è oggetto della festa e la sua strettissima connessione con le altre verità rivelate.

L'insegnamento dei teologi

Tra i teologi scolastici non mancarono di quelli che, volendo penetrare più addentro nelle verità rivelate e mostrare l'accordo tra la ragione teologica e la fede cattolica, fecero rilevare che questo privilegio dell'assunzione di Maria vergine concorda mirabilmente con le verità che ci sono insegnate dalla sacra Scrittura (Nota 5).
Partendo da questo presupposto, presentarono per illustrare questo privilegio mariano diverse ragioni, contenute quasi in germe in questo: che Gesù ha voluto l'assunzione di Maria al cielo per la sua pietà filiale verso di lei. Ritenevano quindi che la forza di tali argomenti riposa sulla dignità incomparabile della maternità divina e su tutte quelle doti che ne conseguono: la sua insigne santità, superiore a quella di tutti gli uomini e di tutti gli angeli; l'intima unione di Maria col suo Figlio; e quell'amore sommo che il Figlio portava alla sua degnissima Madre.

Frequentemente poi s'incontrano teologi e sacri oratori che, sulle orme dei santi padri,(16) per illustrare la loro fede nell'assunzione si servono, con una certa libertà, di fatti e detti della s. Scrittura. Così per citare soltanto alcuni testi fra i più usati, vi sono di quelli che riportano le parole del Salmista: «Vieni o Signore, nel tuo riposo; tu e l'Arca della tua santificazione» (Sal 131, 8), e vedono nell'Arca dell'Alleanza fatta di legno incorruttibile e posta nel tempio del Signore, quasi una immagine del corpo purissimo di Maria vergine, preservato da ogni corruzione del sepolcro ed elevato a tanta gloria nel cielo. Allo stesso scopo descrivono la Regina che entra trionfalmente nella reggia celeste e si asside alla destra del divino Redentore (Sal 44, 10.14-16), nonché la Sposa del Cantico dei cantici «che sale dal deserto, come una colonna di fumo dagli aromi di mirra e d'incenso» per essere incoronata (Ct 3, 6; cf. 4, 8; 6, 9). L'una e l'altra vengono proposte come figure di quella Regina e Sposa celeste, che, insieme col divino Sposo, è innalzata alla reggia dei cieli.

Generosa Socia del divino Redentore,
che ha riportato un pieno trionfo sul peccato
e sulle sue conseguenze
Inoltre i dottori scolastici videro adombrata l'assunzione della vergine Madre di Dio, non solo in varie figure dell'Antico Testamento, ma anche in quella Donna vestita di sole, che l'apostolo Giovanni contemplò nell'isola di Patmos (Ap 12, 1s). Così pure, fra i detti del Nuovo Testamento, considerarono con particolare interesse le parole «Ave, o piena di grazia, il Signore è con te, benedetta tu fra le donne» (Lc 1, 28), poiché vedevano nel mistero dell'assunzione un complemento della pienezza di grazia elargita alla beatissima Vergine, e una benedizione singolare in opposizione alla maledizione di Eva.
Perciò sul principio della teologia scolastica il pio Amedeo, vescovo di Losanna, afferma che la carne di Maria vergine rimase incorrotta; - non si può credere infatti che il suo corpo vide la corruzione, - perché realmente fu riunito alla sua anima e insieme con essa fu circonfuso di altissima gloria nella corte celeste. «Era infatti piena di grazia e benedetta fra le donne (Lc 1, 28). Lei sola meritò di concepire Dio vero da Dio vero, che partorì vergine, vergine allattò, stringendolo al seno, ed al quale prestò in tutto i suoi santi servigi e omaggi».(17)

Tra i sacri scrittori poi che in questo tempo, servendosi di testi scritturistici o di similitudini ed analogie, illustrarono e confermarono la pia sentenza dell'assunzione, occupa un posto speciale il dottore evangelico, s. Antonio da Padova. Nella festa dell'Assunzione, commentando le parole d'Isaia: «Glorificherò il luogo dove posano i miei piedi» (Is 60, 13), affermò con sicurezza che il divino Redentore ha glorificato in modo eccelso la sua Madre dilettissima, dalla quale aveva preso umana carne. «Con ciò si ha chiaramente - dice - che la beata Vergine è stata assunta col corpo, in cui fu il luogo dei piedi del Signore». Perciò scrive il Salmista: «Vieni, o Signore, nel tuo riposo, tu e l'Arca della tua santificazione». Come Gesù Cristo, dice il santo, risorse dalla sconfitta morte e salì alla destra del Padre suo, così «risorse anche dall'Arca della sua santificazione, poiché in questo giorno la Vergine Madre fu assunta al talamo celeste».(18)

La dottrina di s. Alberto Magno e di s. Tommaso d'Aquino 

Quando nel medio evo la teologia scolastica raggiunse il suo massimo splendore, s. Alberto Magno, dopo aver raccolti, per provare questa verità, vari argomenti, fondati sulla s. Scrittura, la tradizione, la liturgia e la ragione teologica, conclude: «Da queste ragioni e autorità e da molte altre è chiaro che la beatissima Madre di Dio è stata assunta in corpo ed anima al disopra dei cori degli angeli. E ciò crediamo assolutamente vero».(19) E in un discorso tenuto il giorno dell'Annunciazione di Maria, spiegando queste parole del saluto dell'angelo: «Ave, o piena di grazia ...», il dottore universale paragona la santissima Vergine con Eva e dice espressamente che fu immune dalla quadruplice maledizione alla quale Eva fu soggetta.(20)

Il dottore angelico, seguendo le vestigia del suo insigne Maestro, benché non abbia mai trattato espressamente la questione, tuttavia ogni volta che occasionalmente ne parla, ritiene costantemente con la chiesa cattolica che insieme all'anima è stato assunto al cielo anche il corpo di Maria.(21)

L'interpretazione di s. Bonaventura

Dello stesso parere è, fra molti altri, il dottore serafico, il quale ritiene assolutamente certo che, come Dio preservò Maria santissima dalla violazione del pudore e dell'integrità verginale nella concezione e nel parto, così non ha permesso che il suo corpo si disfacesse in putredine e cenere.(22) Interpretando poi e applicando in senso accomodatizio alla beata Vergine queste parole della s. Scrittura: «Chi è costei che sale dal deserto, ricolma di delizie, appoggiata al suo diletto?» (Ct 8, 5), così ragiona: «E di qui può constare che è ivi (nella città celeste) corporalmente. ... Poiché infatti ... la beatitudine non sarebbe piena, se non vi fosse personalmente; e poiché la persona non è l'anima, ma il composto, è chiaro che vi è secondo il composto, cioè il corpo e l'anima, altrimenti non avrebbe una piena fruizione».(23) 

Il futuro Pio XII, quando era Nunzio in Germania

 

Il pensiero della Scolastica nel secolo XV

Nella tarda scolastica, ossia nel secolo XV, s. Bernardino da Siena, riassumendo e di nuovo trattando con diligenza tutto ciò che i teologi del medioevo avevano detto e discusso a tal proposito, non si restrinse a riportare le principali considerazioni già proposte dai dottori precedenti, ma ne aggiunse delle altre.

La somiglianza cioè della divina Madre col Figlio divino, quanto alla nobiltà e dignità dell'anima e del corpo - per cui non si può pensare che la celeste Regina sia separata dal Re dei cieli - esige apertamente che «Maria non debba essere se non dov'è Cristo»;(24) inoltre è ragionevole e conveniente che si trovino già glorificati in cielo l'anima e il corpo, come dell'uomo, così anche della donna; infine il fatto che la chiesa non ha mai cercato e proposto alla venerazione dei fedeli le reliquie corporee della beata Vergine, fornisce un argomento che si può dire «quasi una riprova sensibile».(25)

La conferma dei più recenti scrittori sacri

In tempi più recenti i pareri surriferiti dei santi Padri e dei Dottori furono di uso comune. Aderendo al consenso dei cristiani, trasmesso dai secoli passati, s. Roberto Bellarmino esclama: «E chi, prego, potrebbe credere che l'arca della santità, il domicilio del Verbo il tempio dello Spirito Santo sia caduto? Aborrisce il mio animo dal solo pensare che quella carne verginale che generò Dio, lo partorì, l'alimentò, lo portò, o sia stata ridotta in cenere o sia stata data in pasto ai vermi».(26)
Parimenti s. Francesco di Sales, dopo avere asserito che non é lecito dubitare che Gesù Cristo abbia seguito nel modo più perfetto il divino mandato, col quale ai figli s'impone di onorare i propri genitori, si pone questa domanda: «Chi è quel figlio che, se potesse, non richiamerebbe alla vita la propria madre e non la porterebbe dopo morte con sé in paradiso?».(27)
E s. Alfonso scrive: «Gesù preservò il corpo di Maria dalla corruzione, perché ridondava in suo disonore che fosse guasta dalla putredine quella carne verginale, di cui egli si era già vestito».(28)

Chiarito però ormai il mistero che è oggetto di questa festa, non mancarono dottori i quali piuttosto che occuparsi delle ragioni teologiche, dalle quali si dimostra la somma convenienza dell'assunzione corporea della beata Vergine Maria in cielo, rivolsero la loro attenzione alla fede della chiesa, mistica Sposa di Cristo, non avente né macchia, né grinza (cf. Ef 5, 27), la quale è detta dall'apostolo «colonna e fondamento della verità» (1 Tm 3, 15) e appoggiati a questa fede comune ritennero temeraria per non dire eretica, la sentenza contraria. Infatti s. Pietro Canisio, fra non pochi altri, dopo avere dichiarato che il termine assunzione significa la glorificazione non solo dell'anima, ma anche del corpo e dopo aver rilevato che la chiesa già da molti secoli venera e celebra solennemente questo mistero mariano dell'assunzione, dice: «Questa sentenza è ammessa già da alcuni secoli ed è issata talmente nell'anima dei pii fedeli e così accetta a tutta la chiesa, che coloro che negano che il corpo di Maria sia stato assunto in cielo, non vanno neppure ascoltati con pazienza, ma fischiati come troppo pertinaci, o del tutto temerari e animati da spirito non già cattolico, ma eretico».(29)
Contemporaneamente il dottore esimio, posta come norma della mariologia che «i misteri della grazia, che Dio ha operato nella Vergine, non vanno misurati secondo le leggi ordinarie, ma secondo l'onnipotenza di Dio, supposta la convenienza della cosa in se stessa, ed esclusa ogni contraddizione o ripugnanza da parte della s. Scrittura»(30) fondandosi sulla fede della chiesa tutta, circa il mistero dell'assunzione, poteva concludere che questo mistero doveva credersi con la stessa fermezza d'animo, con cui doveva credersi l'immacolata concezione della beata Vergine; e già allora riteneva che queste due verità potessero essere definite.

Tutte queste ragioni e considerazioni dei santi padri e dei teologi hanno come ultimo fondamento la s. Scrittura, la quale ci presenta l'alma Madre di Dio unita strettamente al suo Figlio divino e sempre partecipe della sua sorte. Per cui sembra quasi impossibile figurarsi che, dopo questa vita, possa essere separata da Cristo - non diciamo, con l'anima, ma neppure col corpo - colei che lo concepì, lo diede alla luce, lo nutrì col suo latte, lo portò fra le braccia e lo strinse al petto.

Dal momento che il nostro Redentore è Figlio di Maria, non poteva, come osservatore perfettissimo della divina legge, non onorare oltre l'eterno Padre anche la Madre diletta. Potendo quindi dare alla Madre tanto onore, preservandola immune dalla corruzione del sepolcro, si deve credere che lo abbia realmente fatto.

Maria è la nuova Eva

La devozione popolare per Maria SS.ma
Ma in particolare va ricordato che, fin dal secolo II, Maria Vergine viene presentata dai santi padri come nuova Eva, strettamente unita al nuovo Adamo, sebbene a lui soggetta, in quella lotta contro il nemico infernale, che, com'è stato preannunziato dal protovangelo (Gn 3, 15), si sarebbe conclusa con la pienissima vittoria sul peccato e sulla morte, sempre congiunti negli scritti dell'apostolo delle genti (cf. Rm cc. 5 e 6; 1 Cor 15, 21-26.54-57). Per la qual cosa, come la gloriosa risurrezione di Cristo fu parte essenziale e segno finale di questa vittoria, così anche per Maria la lotta che ha in comune col Figlio suo si doveva concludere con la glorificazione del suo corpo verginale: perché, come dice lo stesso apostolo, «quando... questo corpo mortale sarà rivestito dell'immortalità, allora sarà adempiuta la parola che sta scritta: è stata assorbita la morte nella vittoria» (1 Cor 15, 54).

In tal modo l'augusta Madre di Dio, arcanamente unita a Gesù Cristo fin da tutta l'eternità «con uno stesso decreto»(31) di predestinazione, immacolata nella sua concezione, Vergine illibata nella sua divina maternità, generosa Socia del divino Redentore, che ha riportato un pieno trionfo sul peccato e sulle sue conseguenze, alla fine, come supremo coronamento dei suoi privilegi, ottenne di essere preservata dalla corruzione del sepolcro, e, vinta la morte, come già il suo Figlio, di essere innalzata in anima e corpo alla gloria del cielo, dove risplende Regina alla destra del Figlio suo, Re immortale dei secoli (cf. 1 Tm 1, 17).

Le ragioni del nuovo dogma

Poiché la chiesa universale nella quale vive lo Spirito di verità e la conduce infallibilmente alla conoscenza delle verità rivelate (Nota 6), nel corso dei secoli ha manifestato in molti modi la sua fede, e poiché tutti i vescovi dell'orbe cattolico con quasi unanime consenso chiedono che sia definita come dogma di fede divina e cattolica la verità dell'assunzione corporea della beatissima vergine Maria al cielo - verità fondata sulla s. Scrittura, insita profondamente nell'animo dei fedeli, confermata dal culto ecclesiastico fin dai tempi remotissimi, sommamente consona con altre verità rivelate, splendidamente illustrata e spiegata dallo studio della scienza e sapienza dei teologi - riteniamo giunto il momento prestabilito dalla provvidenza di Dio per proclamare solennemente questo privilegio di Maria vergine.

Noi, che abbiamo posto il Nostro pontificato sotto lo speciale patrocinio della santissima Vergine, alla quale Ci siamo rivolti in tante tristissime contingenze, Noi, che con pubblico rito abbiamo consacrato tutto il genere umano al suo Cuore immacolato, e abbiamo ripetutamente sperimentato la sua validissima protezione, abbiamo ferma fiducia che questa solenne proclamazione e definizione dell'assunzione sarà di grande vantaggio all'umanità intera, perché renderà gloria alla santissima Trinità, alla quale la Vergine Madre di Dio è legata da vincoli singolari. Vi è da sperare infatti che tutti i cristiani siano stimolati da una maggiore devozione verso la Madre celeste, e che il cuore di tutti coloro che si gloriano del nome cristiano sia mosso a desiderare l'unione col corpo mistico di Gesù Cristo e l'aumento del proprio amore verso colei che ha viscere materne verso tutti i membri di quel Corpo augusto. Vi è da sperare inoltre che tutti coloro che mediteranno i gloriosi esempi di Maria abbiano a persuadersi sempre meglio del valore della vita umana, se è dedita totalmente all'esercizio della volontà del Padre celeste e al bene degli altri; che, mentre il materialismo e la corruzione dei costumi da esso derivata minacciano di sommergere ogni virtù e di fare scempio di vite umane, suscitando guerre, sia posto dinanzi agli occhi di tutti in modo luminosissimo a quale eccelso fine le anime e i corpi siano destinati; che infine la fede nella corporea assunzione di Maria al cielo renda più ferma e più operosa la fede nella nostra risurrezione.

La coincidenza provvidenziale poi di questo solenne evento con l'Anno santo che si sta svolgendo, Ci è particolarmente gradita; ciò infatti Ci permette di ornare la fronte della vergine Madre di Dio di questa fulgida gemma, mentre si celebra il massimo giubileo, e di lasciare un monumento perenne della nostra ardente pietà verso la Regina del cielo.

La solenne definizione

«Pertanto, dopo avere innalzato ancora a Dio supplici istanze, e avere invocato la luce dello Spirito di Verità, a gloria di Dio onnipotente, che ha riversato in Maria vergine la sua speciale benevolenza a onore del suo Figlio, Re immortale dei secoli e vincitore del peccato e della morte, a maggior gloria della sua augusta Madre e a gioia ed esultanza di tutta la chiesa, per l'autorità di nostro Signore Gesù Cristo, dei santi apostoli Pietro e Paolo e Nostra, pronunziamo, dichiariamo e definiamo essere dogma da Dio rivelato che: l'immacolata Madre di Dio sempre vergine Maria, terminato il corso della vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo».
Perciò, se alcuno, che Dio non voglia, osasse negare o porre in dubbio volontariamente ciò che da Noi è stato definito, sappia che è venuto meno alla fede divina e cattolica.
Affinché poi questa Nostra definizione dell'assunzione corporea di Maria vergine al cielo sia portata a conoscenza della chiesa universale, abbiamo voluto che stesse a perpetua memoria questa Nostra lettera apostolica; comandando che alle sue copie o esemplari anche stampati, sottoscritti dalla mano di qualche pubblico notaio e muniti del sigillo di qualche persona costituita in dignità ecclesiastica, si presti assolutamente da tutti la stessa fede; che si presterebbe alla presente, se fosse esibita o mostrata.

A nessuno dunque sia lecito infrangere questa Nostra dichiarazione, proclamazione e definizione, o ad essa opporsi e contravvenire. Se alcuno invece ardisse di tentarlo, sappia che incorrerà nell'indignazione di Dio onnipotente e dei suoi beati apostoli Pietro e Paolo.

Dato a Roma, presso S. Pietro, nell'anno del massimo giubileo 1950, 1° novembre, festa di tutti i santi, nell'anno dodicesimo del Nostro pontificato.
Noi PIO, vescovo della chiesa cattolica,
così definendo abbiamo sottoscritto

 La glorificazione di Maria nella sua corporea assunzione è verità radicata profondamente nel senso religioso dei cristiani, come dimostrano lungo il corso dei secoli innumerevoli forme di specifica devozione, ma soprattutto il linguaggio della liturgia dell'Oriente e dell'Occidente. I santi padri e i dottori della chiesa, facendosi eco della liturgia, nelle feste dell'Assunta parlano chiaramente della risurrezione e glorificazione del corpo della Vergine, come di verità conosciuta e accettata da tutti i fedeli. I teologi, trattando di questo argomento, dimostrano l'armonia tra la fede e la ragione teologica e la convenienza di questo privilegio, servendosi di fatti, parole, figure, analogie contenuti nella sacra Scrittura. Accertata così la fede della chiesa universale, il papa ritiene giunto il momento di ratificarla con la sua suprema autorità.

(2) Petitiones de Assumptione corporea B. Virginis Mariae in Caelum definienda ad S. Sedem delatae, 2 voll., Typis Polyglottis Vaticanis, 1942.
(3)Bulla Ineffabilis Deus: Acta Pii IX, pars I, vol. 1, p. 615; EE 2/app. 
(4) Cf. CONC. VAT. I, Const. dogm. Dei Filius de fide catholica, c. 4: COD 808-809.
(5) CONC. VAT. I, Const. dogm. Pastor aeternus de Ecclesia Christi, c. 4: COD 816.
(6)CONC. VAT. I, Const. dogm. Dei Filius de fide catholica, c. 3: COD 807.
(7) Litt. enc. Mediator Dei: AAS 39(1947), p. 541; EE 6/475.
((8) Sacramentarium Gregorianum.
(9) Menaei totius anni
(10) Liber Pontificalis.
(11) Ibidem.
(12) Responsa Nicolai Papae I ad consulta Bulgarorum, 13 nov. 866.
(13) S. IOANNES DAMASCENUS, Encomium in Dormitionem Dei Genetricis semperque Virginis Mariae, hom. II, 14; cf. etiam ibid., n. 3.
(14) S. GERMANUS CONST., In sanctae Dei Genetricis Dormitionem, sermo I.
(15) Encomium in Dormitionem sanctissimae Dominae nostrae Deiparae semperque Virginis Mariae (S. Modesto Hierosol. attributum), n. 14.
(16) Cf. S. IOANNES DAMASCENUS, Encomium in Dormitionem Dei Genetricis semperque Virginis Mariae, hom. II, 2, 11; Encomium in Dormitionem... (S. Modesto Hierosol. attributum). 
(17) AMEDEUS LAUSANNENSIS, De Beatae Virginis obitu, Assumptione in Caelum, exaltatione ad Filii dexteram.
(18) S. ANTONIUS PATAV., Sermones dominicales et in solemnitatibus. In Assumptione S. Mariae Virginis sermo.
(19) S. ALBERTUS MAGNUS, Mariale sive quaestiones super Evang. "Missus est", q. 132.
(20) S. ALBERTUS MAGNUS, Sermones de sanctis, sermo XV: In Annuntiatione B. Mariae; cf. etiam: Mariale, q. 132. ,
(21) Cf. Summa theol., III, q. 27, a. 1 c.; ibid., q. 83, a. 5 ad 8; Expositio salutationis angelicae; In symb. Apostolorum expositio, art. 5; In IV Sent., D. 12, q. 1, art. 3, sol. 3; D. 43, q. 1, art. 3, sol. 1 et 2.
(22) Cf. S. BONAVENTURA, De Nativitate B. Mariae Virginis, sermo 5. 
(23) S BONAVENTURA, De Assumptione B. Mariae Virginis, sermo 1.
(24) S. BERNARDINUS SENENSIS, In Assumptione B.M. Virginis, sermo 2. 
(25) IDEM, l.c.
(26) S. ROBERTUS BELLARMINUS, Conciones habitae Lovanii, concio 40: De Assumptione B. Mariae Virginis.
(27) Oeuvres de St François de Sales, Sermon autographe pour la fete de l'Assomption.
(28) S. ALFONSO MARIA DE' LIGUORI, Le glorie di Maria, parte II, disc. 1.
(29) S. PETRUS CANISIUS, De Maria Virgine.
(30) SUAREZ F., In tertiam panem D. Thomae, quaest. 27, art. 2, disp. 3, sec. 5, n. 31.
(31) Bulla Ineffabilis Deus: l. c., p. 599; EE 2/app.

 



Note tratte da "La definizione dogmatica dell'assunzione della Beata Vergine Maria in cielo" (1951, ed. Studi domenicani vol.54 pag. 109-132) del padre lazzarista Giacomo Crosignani C.M.
 
Nota 1
Nella prospettiva di una definizione del dogma dell'assunzione, certi spiriti erano esitanti circa la sua opportunità; non essendovi negazioni o errori da colpire, qualcuno non vedeva il bisogno che venisse proclamata una verità già universalmente creduta.
Altri non giudicavano tempestiva la definizione perché non esaurite le ricerche storiche e teologiche.
Altri non la desideravano particolarmente nel timore che potesse provocare una reazione nei dissidenti e rendere sempre più  arduo il riavvicinamento tra i cattolici e le altre confessioni cristiane.
E infatti i dissidenti, in particolar modo i protestanti, hanno disapprovato e anche attaccato la definizione del dogma; ma per quanto ciò sia doloroso, non è una ragione sufficiente perché la Chiesa debba tacere la verità.

Nota 2
Stabilito  il dogma dell'immacolata, i fedeli furono pervasi da una più  viva speranza  che anche il dogma dell'Assunta sarebbe stato quanto prima definito dalla Chiesa.
Si cominciò allora ad inviare suppliche alla Santa Sede per ottenere tale definizione. Tra le altre, è rimasta celebre la petizione della regina Isabella II di Spagna del 27 dicembre 1863 - alla quale si suole connettere l'inizio del "movimento assunzionistico" - e la risposta data ad essa da Pio IX: "Non c'è  dubbio che l'assunzione, nella maniera colla quale è  creduta dalla comune dei fedeli, è una conseguenza del dogma della Concezione Immacolata... tempo verrà che i santi desideri di vostra maestà saranno esauditi".
All'inizio del pontificato  di Pio XII erano già  un numero veramente imponente le petizioni inviate in pia gara da Pastori e fedeli nel mondo: 113 di Cardinali, 18 di Patriarchi, 2.505 di Arcivescovi e Vescovi, oltre 32mila di sacerdoti e religiosi, 50mila di religiose e 8 milioni di fedeli.

Nota 3
Tacendo della morte della Madonna, la definizione astrae, naturalmente, pure dalla sua resurrezione e ha per unico e diretto oggetto ciò che è essenziale all'Assunzione, ossia l'esaltazione del corpo, unitamente all'anima, della Beata Vergine in cielo.
Tale esaltazione era ammessa da tutti e non poteva non essere intesa da quanti avevano domandato che l'Assunzione venisse proclamata dogma di fede.

Nota 4
Dalla liturgia  è presa la prima testimonianza esplicita che la Bolla porta in favore dell'Assunzione: la celebre orazione "Veneranda" fatta inserire da papa Sergio I verso la fine del secolo VII nel Sacramentario Gregoriano, nel quale dice che la Madonna non potè "mortis nexibus deprimi" perché  "de se genuit" il Figlio di Dio.

Nota 5
In definitiva tutto si fonda sulla Maternità divina, chiaramente  affermata nella Sacra Scrittura.
La mancanza di testimonianze dirette della Sacra Scrittura su una verità di fede come l'Assunzione, e di trasmissione esplicitamente risalente agli Apostoli, non prova da sola che tale verità non appartenga al deposito della fede.
Si sa che la rivelazione pubblica è terminata con gli Apostoli, ma il dato rivelato ha una sua vitalità; non sono rivelate solo le verità contenute esplicitamente nelle fonti della rivelazione, ma anche quelle che vi sono contenute solo implicitamente e mediante l'intuizione soprannaturale del Magistero, dei teologi e dei fedeli, vengono gradualmente scoperte ed esplicitamente conosciute.
La prima ed ultima parola in materia di progresso dogmatico spetta alla fede vivente della Chiesa, che è  il grande fattore dello sviluppo della dottrina rivelata.

Nota 6
La definizione dell'Assunzione è stato il più  grande avvenimento mariano del secolo XX, ed è  stato preludio di una sempre maggior penetrazione nel mistero di Maria SS.ma nel quale tanta luce ancora si cela.
In particolare si tratta di approfondire i rapporti alquanto singolari fra il Cristo e la Madre sua, e altri importanti  problemi, segnatamente quello del concorso della Beata Vergine Maria alla nostra redenzione e quello della universalità della sua mediazione nella distribuzione delle grazie (ndr: Corredentrice, Avvocata, Mediatrice di tutte le grazie
"Assunta al Cielo perche Corredentrice".)

martedì 1 agosto 2023

Comunicazione rapida: un ulteriore ottimo motivo


 per leggere il blog Cordialiter:


Messa per tutti i lettori del blog Cordialiter

Mercoledì 2 agosto verrà celebrata una Messa per il bene spirituale di tutti i lettori del blog, affinché Dio gli doni la grazia della perseveranza finale.

Ringrazio di cuore il celebrante per tutto il bene che sta compiendo nei confronti miei e dei miei lettori.





E per chi non se lo ricordasse, dalle 12:00 di oggi alla mezzanotte di domani 2 Agosto c'è il Perdon d'Assisi!

lunedì 31 luglio 2023

Commento di Sant'Agostino al Salmo 128

Contro i nemici di Sion
129 Canto delle ascensioni.

Dalla giovinezza molto mi hanno perseguitato,
- lo dica Israele -
dalla giovinezza molto mi hanno perseguitato,
ma non hanno prevalso.
Sul mio dorso hanno arato gli aratori,
hanno fatto lunghi solchi.
Il Signore è giusto:
ha spezzato il giogo degli empi.

Siano confusi e volgano le spalle
quanti odiano Sion.
Siano come l'erba dei tetti:
prima che sia strappata, dissecca;
non se ne riempie la mano il mietitore,
né il grembo chi raccoglie covoni.

I passanti non possono dire:
«La benedizione del Signore sia su di voi,
vi benediciamo nel nome del Signore».


DISCORSO DI SANT'AGOSTINO AL POPOLO


Nella Chiesa ci sono buoni e cattivi.

1. Il salmo che abbiamo cantato è breve e quindi ha una certa analogia con quanto nel Vangelo è scritto a proposito di Zaccheo, personaggio piccolo di statura ma grande nelle opere [buone] 1. Potremmo anche pensare a quella vedova che offrì due spiccioli nell'erario del tempio: piccola la somma ma grande la carità 2

Così è questo salmo: breve per il numero delle parole, grande per il contenuto. Non potrà comunque intrattenerci troppo a lungo, cioè fino ad annoiarci. Perché? Lo immagini la vostra intelligenza e prestatemi l'attenzione solita nei cristiani [maturi]. Che la parola di Dio risuoni, opportuna o importuna, a chi vuole e a chi non vuole ascoltarla! Di per se stessa poi saprà trovarsi il posto: saprà trovarsi dei cuori in cui riposare e della terra dove germogliare e produrre frutto. 

Ci sono purtroppo - è cosa risaputa - molti cattivi e molti perversi, e la Chiesa sino alla fine dovrà portarne il peso. Son coloro per i quali la parola di Dio è inutile: se cade su di loro, è come il seme calpestato sulla strada o beccato dagli uccelli; o come il seme caduto in terreno sassoso, dove, non avendo terra sufficiente, non può mettere radici e appena spuntato fuori viene seccato dal calore del sole; o come il seme caduto fra le spine, il quale, sebbene attecchisca e cerchi di liberarsi e uscire all'aperto, tuttavia viene soffocato dalla quantità delle spine. 

Analogamente ci son di quelli che disprezzano la parola di Dio, e costoro sono come una strada; altri ne godono per un po' di tempo ma all'arrivo della prova si disseccano, bruciati, per così dire, dal sole; altri finalmente son presi da pensieri, preoccupazioni e angustie mondane, e queste son come spine, spuntate dalla radice dell'avarizia, che soffocano la semente ormai in germoglio. C'è però anche la terra buona, nella quale il seme cade e produce il [suo] frutto: dove il trenta, dove il sessanta e dove il cento per uno. 

Son tutte quelle persone che, abbiano prodotto o poco o molto, andranno a finire nel granaio 3. Ci sono quindi di tali cristiani; e noi parliamo per loro, per loro parla la Scrittura, per loro non cessa l'annuncio evangelico. Ma che anche gli altri ci ascoltino! Ascoltando, se oggi sono così domani forse potranno essere diversi; forse cambieranno condotta, areranno il terreno divenuto strada, lo libereranno dalle pietre, ne estirperanno le spine. Ci parli dunque lo Spirito di Dio! Ci parli e ci faccia udire il suo canto. Risuoni la sua melodia tanto se noi siamo disposti a ballare quanto se non lo siamo. Voglio dire che, come chi balla muove le membra al ritmo di una melodia, così chi si uniforma al comandamento di Dio è uno che balla, cioè adatta le sue opere al suono [della voce celeste]. 

A questo proposito, cosa dice il Signore nel Vangelo a proposito di certuni che non vollero fare così? Vi abbiamo suonato la musica e voi non avete ballato; vi abbiamo cantato un lamento e voi non avete pianto 4

Inizi dunque la sua melodia! Noi abbiamo fiducia nella misericordia di Dio che ci saranno di quelli che ci consoleranno. 

Quanto agli altri, gli ostinati, coloro che s'induriscono nel male e che, pur ascoltando la parola di Dio, mettono ogni giorno lo scompiglio nella Chiesa, son proprio coloro di cui parla il nostro salmo, che comincia come segue...

venerdì 28 luglio 2023

Le soluzioni del Cielo (e quelle degli uomini) (Dal Blog "La Scure")

[...] 


Le esigenze della carità intellettuale

Il fatto è che chi ama il Signore e, per amore di Lui, anche il prossimo non riesce proprio ad esimersi dal segnalare i pericoli spirituali che minacciano i suoi simili, dato che prova acuto dolore nell’osservare quanti finiscano in trappole nascoste e ben congegnate, da cui non potranno liberarsi se non per una grazia speciale. In certi ambienti tradizionalisti vige una forma mentis secondo la quale le conclusioni dei propri ragionamenti prevalgono sull’evidenza del reale. Tale disposizione intellettuale, caratteristica del razionalismo moderno, si ripercuote inevitabilmente sulle decisioni della volontà, che risultano tanto più rovinose quanto maggiore è la distanza tra il pensiero e la realtà. Quando tale modo di pensare e di agire si spinge oltre ogni limite della ragionevolezza, compaiono disturbi psichiatrici, talvolta gravi.

Si soffre molto nel sentirsi impotenti ad aiutare persone che, avendo assimilato le assurdità di una propaganda settaria, si son create una sorta di inferno interiore che riverberano poi su quanti le circondano. Sia i mezzi umani che quelli della grazia si infrangono contro un muro di ostinazione eretto sulla convinzione di essere gli unici ad aver scoperto la verità e che tutti gli altri siano accecati dall’errore; qualunque argomento viene perciò respinto a priori in quanto proposto da chi è percepito come un tentatore che vorrebbe ricondurre l’eletto nella palude dei dannati. Le tecniche di manipolazione mentale, d’altronde, instillano proprio questa diffidenza previa e assoluta nei confronti di chiunque non corrisponda perfettamente al rigido modello introiettato ed è subito sospettato, di conseguenza, di essere un seduttore.

Prima che sia troppo tardi per intervenire, la carità intellettuale spinge a mettere in guardia coloro che appaiono inclinati verso quel tragico pendio, che siano chierici o laici. Molto difficilmente si riuscirà a giovare a chi vi si è gettato da tempo, ma qualcosa si può ancora fare, forse, per chi vi si sta gettando. Poco importa se si sarà tacciati di tradimento, di gelosia o addirittura di odio e livore; ciò che conta è strappare anime al precipizio di quella superbia spirituale che spinge a insultare l’interlocutore, piuttosto che a ponderare in modo lucido, equo e distaccato ciò che dice. 

Siamo ben consapevoli della nostra ignoranza e, dolendocene profondamente, stiamo cercando di rimediarvi; questa non è tuttavia una ragione per lasciarci confondere da chi usa il proprio sapere per distorcere la verità, calpestando il buon senso e negando la realtà fattuale in virtù di una pretesa conoscenza superiore: gnostici e massoni si comportano esattamente allo stesso modo e non intendiamo affatto imitarli, seppur trasponendo il loro metodo in campo cattolico.


[...]


La soluzione suggerita dai Santi

Potremmo citare innumerevoli esempi, ma ci limiteremo a ricordare la lezione di santa Caterina da Siena, vissuta in tempi catastrofici per la Chiesa. Nulla di più lontano dalla presunzione di quanti parlano e agiscono come se nel clero tutto fosse marcio senza eccezione, come se la loro opera rappresentasse l’unica scialuppa di salvataggio e come se, non avendo il buon Dio altre risorse, toccasse a loro salvare la Chiesa. 

Tra le virtù teologali è soprattutto la speranza a fare difetto, cosa che denota peraltro una fede carente e si ripercuote sulla carità, la quale, a lungo andare, rimane soffocata dall’astio e dall’odio. Questi tali dimenticano che la Provvidenza permette qualunque male per trarne un bene maggiore; se, d’altra parte, uno è ben radicato in Dio con una robusta vita spirituale, nessuno al mondo potrà mai fargli perdere la fede, se non vuole abbracciare la menzogna, né costringerlo ad agire contro coscienza. Ascoltiamo dunque la Patrona del nostro Paese: nel Dialogo della Divina Provvidenza, che le fu dettato durante le estasi, ella riporta le parole udite dal Padre.

«Se ben ti ricordi, ti dissi già che io adempirò i vostri desideri dandovi refrigerio nelle vostre fatiche, cioè soddisfacendo ai vostri penosi desideri, donando buoni e santi Pastori per riformare la santa Chiesa, non con guerra, né con coltello o crudeltà, ma con pace e quiete, con lacrime e sudori dei miei servi, che ho messo come lavoratori delle anime vostre e di quelle del prossimo nel corpo mistico della santa Chiesa. Dentro di voi, lavorate in virtù; nel prossimo e nella santa Chiesa, lavorate col buon esempio, con la dottrina, con l’offrire continua orazione a me per essa e per ogni creatura, partorendo le virtù sopra il vostro prossimo. […] 

Non cessate di gettarmi incenso di odorose orazioni per la salute delle anime, perché io voglio fare misericordia al mondo e con quelle orazioni, sudori e lacrime lavare la faccia della mia Sposa, la santa Chiesa, che già ti mostrai sotto la forma di una fanciulla lordata in tutta la sua faccia, quasi fosse lebbrosa. Questo avviene per i difetti dei ministri e di tutti i cristiani, che si nutrono al petto di questa Sposa» (cap. 86).


Neppure oggi i mezzi indicati da Dio sembrano molto apprezzati: piuttosto che con incessanti orazioni, sudori e lacrime, si pensa di risolvere i problemi della Chiesa con iniziative individuali che sfociano nella separazione; anziché sforzarsi di riparare le falle della nave nei modi voluti dal Signore, si preferisce mettersi illusoriamente in salvo su barchette improvvisate. 

La parola del Padre, però, non lascia adito a dubbi: «Ti promisi ancora e ti prometto che col molto patire dei miei servi riformerò la mia Sposa. […] Ora io invito al pianto te e gli altri miei servi: col vostro pianto, con l’umile e continua orazione, voglio fare misericordia al mondo. Corri per questa strada della verità come morta» (cap. 166; i corsivi sono nostri). 

Quest’ultimo comando, così perentorio, sia la consegna definitiva per tutti coloro che intendono sinceramente spendersi non per la propria causa, ma per quella di Gesù Cristo.



giovedì 27 luglio 2023

A che serve pregare?... (Don Leonardo Maria Pompei legge e commenta il Catechismo di San Pio Decimo)

Dal Ciclo di Catechesi di Don Leonardo Maria Pompei sul Catechismo di San Pio Decimo




L'orazione cristiana. Che cos'è e a che serve. L'orazione mentale, la contemplazione e la preghiera vocale. L'importanza del pregare la Madonna e dell'intercessione dei santi.